emanuela fontana paura di cambiare

Perché abbiamo paura del cambiamento e come superarla

Perché abbiamo paura del cambiamento?

Trasformazione, modifica, evoluzione di una situazione o comportamento, ecco il cambiamento.

Un fenomeno naturale e inevitabile, che può riguardare vari aspetti della vita, dalle dinamiche personali a quelle familiari, da quelle professionali a quelle relazionali.

Eraclito affermava: “L’unica costante è il cambiamento”. E quanto ci costa questa costante.

Sovraccariche di impegni familiari e professionali, ammettiamolo, il cambiamento ci fa paura. Ansia, indecisione o resistenza si manifestano prepotentemente nella nostra vita tanto da impedirci a volte di fare quel salto necessario per trovare maggiore serenità nella vita.

La paura del cambiamento è un fenomeno che ha radici profonde nella nostra evoluzione, è una risposta adattiva. I nostri antenati per proteggere la loro famiglia e per la loro sopravvivenza, avevano bisogno di evitare situazioni ignote che potessero metterli a rischio, quindi il cambiamento era profondamente temuto. Oggi, anche se le minacce non sono più le stesse, il nostro cervello è ancora programmato per evitare il rischio, preferendo l’abitudine alla novità. La paura del nuovo è quindi una risposta naturale alla sensazione di perdita di controllo e all’incertezza che un cambiamento porta con sé.

Come donne poi, investite da mille ruoli e mille impegni ci rendiamo sempre più conto della nostra vulnerabilità. La paura di fallire, di non essere all’altezza, di non fare le cose come riteniamo di dover fare, il timore di perdere il controllo ci portano a voler evitare qualsiasi forma di cambiamento a partire innanzitutto da quello che può riguardare la nostra persona.

I segnali della paura del cambiamento

La paura del cambiamento non è sempre evidente. Spesso si presenta sotto forma di segnali sottili, ma comunque impattanti sulla nostra vita quotidiana. La perdita di motivazione, l’incapacità ad accettare feedback, ecc. Vediamone insieme alcuni.

Procrastinazione

Uno dei segnali più evidenti della paura del cambiamento è la procrastinazione. Quando siamo spaventati o incerti riguardo a una trasformazione nella nostra vita, la nostra tendenza è quella di rimandare, a una data non bene specificata, decisioni o azioni. L’idea di affrontare l’incertezza o l’imprevedibilità del futuro ci fa sentire esposti e fragili e il rimandare ci dà la sensazione di evitare la paura. In realtà è proprio il procrastinare che alimenta quel senso di impotenza facendoci restare in una situazione di stallo. Restiamo in attesa, forse nella speranza che qualcuno possa prendere la decisione per noi, senza renderci conto che, anche questo, alimenta ancora di più il nostro senso di impotenza e fragilità. 

Insoddisfazione

L’insoddisfazione costante è un’altra indicazione. A volte possiamo sentirci intrappolate in una routine che non ci soddisfa, ci lamentiamo, magari critichiamo gli altri per trovare un capro espiatorio ma non siamo capaci di agire. Il motivo: temiamo che qualsiasi cambiamento peggiori la situazione o abbiamo la convinzione che non esista una via migliore, una possibile soluzione al nostro stato. 

Resistenza

La resistenza al nuovo è un altro segnale che la paura del cambiamento è in atto. In questo caso, tendiamo a rifiutare qualsiasi opportunità anche se promette di migliorare la nostra situazione. Ci viene proposto un nuovo corso professionale che ci consentirebbe di fare un avanzamento di carriera ma, per timore che questo possa sconvolgere gli equilibri familiari, non lo prendiamo neppure in considerazione. Ci difendiamo rifiutando ancor prima di averci riflettuto.

Autosabotaggio

Un altro sintomo è l’autosabotaggio. Invece di prendere decisioni che potrebbero migliorare la nostra vita, ci ostacoliamo continuamente. Ad esempio, stiamo pensando di aprire una nostra attività professionale ma, al posto di concentrarci su ciò che veramente è importante, lavoriamo su compiti secondari o ci concentriamo sul perfezionamento di dettagli di poco impatto perché riteniamo di non essere pronte. In questo caso la paura del nuovo nasconde la paura di poter fallire o di mettere in discussione la propria identità professionale.

Ansia

Altro segno evidente della paura del cambiamento è il sorgere dell’ansia. Abbiamo magari terminato il congedo di maternità e dobbiamo ritornare al lavoro. L’ansia ci prende lo stomaco, abbiamo paura che qualsiasi cambiamento nella nostra routine possa avere un impatto negativo sulla nostra relazione con il bambino e sul nostro ruolo di madre. L’ansia ci blocca facendoci vedere solo un aspetto della scelta.

Visione catastrofica

Chi ha paura del cambiamento poi, tende spesso a immaginare sempre il peggio.  Vede infatti il cambiamento come qualcosa che possa portare a fallimenti o a grandi difficoltà e riempie la mente di pensieri limitanti. Ad esempio, dobbiamo cambiare città perché ci è stata fatta una nuova proposta professionale ma, l’idea di trasferire tutta la famiglia, fa emergere paure su come si troveranno i figli, sulle difficoltà di inserimento nella nuova realtà, sulla salute psicologica di tutti i componenti. Anche qui con il rischio di fare una sola lettura della situazione.

Come superare la paura del cambiamento

Superare la paura del cambiamento non significa eliminare completamente l’ansia o l’incertezza, ma imparare a gestirle e ad affrontarle in modo produttivo. Vediamo alcuni spunti.

Cambiare prospettiva

Uno degli approcci più efficaci per affrontare la paura del cambiamento è cambiare la nostra prospettiva riguardo al cambiamento stesso. Come abbiamo visto, quando ci troviamo di fronte a un cambiamento, il nostro cervello automaticamente lo percepisce come una minaccia. Dobbiamo dunque acquisire una mentalità di crescita e vedere il cambiamento come un’opportunità per migliorarci, per sviluppare alcune nostre qualità, per imparare cose nuove, per scoprire lati di noi che non conoscevamo. 

Molte delle donne che seguo si trovano a temere il cambiamento perché sono legate a un’idea di stabilità che ritengono necessaria per la propria felicità. Tuttavia, è importante comprendere che la stabilità non deve per forza significare stagnazione. La vera crescita arriva solo quando siamo disposti a lasciare andare il vecchio per abbracciare il nuovo.
C’è una frase che ti invito a considerare ed è di Stephen Covey che nel suo libro “Le 7 abitudini delle persone altamente efficaci, afferma:
“Non possiamo cambiare i fatti, ma possiamo cambiare il nostro modo di vederli.”

Scomporre il cambiamento in piccoli passi

La vastità di un cambiamento può a volte essere travolgente e spesso la paura nasce proprio dalla sensazione di non riuscire a gestirlo tutto. Invece di guardare al cambiamento come a un grande elefante da mangiare, pensiamolo come costituito da piccoli bocconi. Possiamo cioè suddividere il cambiamento in piccoli passi che ci permettono di progredire gradualmente senza sentirci sopraffatti.

Affrontare una nuova sfida o cercare di realizzare un obiettivo importante, come migliorare la gestione del tempo tra tempo personale  e tempo familiare o professionale , può sembrare troppo impegnativo? Incominciamo con piccoli aggiustamenti, come dedicare 10 minuti al giorno alla riflessione personale. Vedremo che il cambiamento diventa più gestibile e, col tempo, si integrerà nella nostra routine quotidiana.

Affrontare la paura con la consapevolezza

Quando ci sentiamo spaventate dal cambiamento, spesso le nostre emozioni si affollano e i pensieri nella nostra mente iniziano a proiettare scenari negativi. La consapevolezza è uno degli strumenti più potenti che abbiamo per affrontare la paura del cambiamento (Goleman fa presente come la consapevolezza emotiva rappresenti il primo passo verso la crescita personale). La consapevolezza ci consente di “osservare” le nostre emozioni senza identificarci completamente con esse e senza lasciarci travolgere. Possiamo allora fare un passo indietro, riconoscere che la paura è una risposta naturale e, da lì, con lucidità, scegliere quale risposta dare.

Allenare la resilienza emotiva

Ogni difficoltà che si può presentare quando mettiamo in atto un cambiamento è un’opportunità per allenare la resilienza, cioè la capacità di rimanere salde nonostante le tempeste. La resilienza ci aiuta a non lasciare che la paura del cambiamento ci blocchi ma ci aiuta a proseguire anche quando la strada è attraversata da stress e difficoltà, ricordandoci che c’è sempre qualcosa da imparare. 

Creare una rete di supporto

Infine avere una rete di supporto composta da amici, familiari o anche una professionista che ci accompagna, può aiutarci a sentirci più sicure e meno isolate. Il coaching ad esempio può fornire gli strumenti necessari per affrontare le emozioni legate al cambiamento, senza permettere che esse ti paralizzino. Ti aiuta a rafforzare la fiducia e l’autostima e a sviluppare un piano che ti permetta di fare dei passi chiari e realmente raggiungibili.

Se vuoi saperne di più possiamo fare una call gratuita. Potrai farmi le domande che desideri per scoprire se sono la professionista che può esserti realmente di aiuto.

Superare la paura del cambiamento è assolutamente possibile. Con gli strumenti giusti, la giusta mentalità e il supporto necessario, ogni donna può affrontare il cambiamento con serenità, trovando armonia tra la carriera e la famiglia, e raggiungendo la soddisfazione e la realizzazione personale.

Se vuoi ascolta anche questo episodio e questo del mio podcast “Straordinariamente donna”.

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Benvenuta, sono Emanuela Fontana e sono una life coach. Vivo a Milano ma lavoro con donne da ogni luogo. Questo blog è uno spazio per tutte noi, per parlare di temi che ci sono cari: crescita, libertà, lavoro, autostima e relazioni. Ma il mio blog vuole essere anche un’occasione per percorrere insieme, passo dopo passo, quel cammino che ci condurrà a provare amore verso noi stesse e a donarlo agli altri.

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