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Il silenzio: ascoltare oltre il rumore

In un’epoca definita dal rumore incessante e dall’overload informativo, il silenzio emerge come un baluardo contro l’assordante routine quotidiana. Viviamo immersi in un mare di rumori, di voci, di informazioni ed è proprio in questo contesto che il silenzio assume un valore inestimabile. Come possiamo riscoprire il silenzio nella società moderna?

Sono una persona che ama ballare, mi piace cantare in gruppo, adoro le lunghe tavolate e le grigliate con gli amici, ma confesso che nonostante questo ho sempre sentito una profonda attrazione verso il silenzio, come il richiamo di una voce lontana che mi invita ad esplorare una ricchezza.

Il silenzio in una passeggiata in montagna

Non so se ti è mai capitato di fare una passeggiata in montagna, alla mattina presto, sola con le tue pedule, una borraccia d’acqua e un pezzetto di cioccolato fondente. Non incontri nessuno lungo il sentiero, non odi il rumore di un clacson neppure in lontananza, il vociare delle persone o il suono di una radio e ti dici ammirata: “che meraviglia, che silenzio!!”.

Passo dopo passo ecco venire alla luce una realtà nuova e inaspettata, accessibile solo attraverso il silenzio e un ascolto attento: il cinguettio degli uccelli, il fruscio delle foglie, il passo sul sentiero… un silenzio che si veste di suoni dimenticati.

Charlie Chaplin una volta disse: “Il silenzio è un dono universale che pochi sanno apprezzare. Nella quiete della natura, l’animo umano trova gioia e rivelazione”.

Percepisci chiaramente che questo ascolto diventa sempre più profondo, più intimo, tanto da entrare in dialogo tu stessa con questo silenzio. Sei stata coraggiosa perché hai permesso che questo attimo si manifestasse. Sei andata oltre la paura della solitudine, la paura del vuoto, la paura dell’ignoto, ed è da questo momento in poi che si apre un nuovo dialogo quello con il tuo io più profondo e vero.

ll silenzio diventa sempre più ricco, a volte illuminante, a volte sorprendente, ed è il silenzio della calma che genera e da significato alla tua esistenza.

Il silenzio, dunque, diventa uno strumento di introspezione e dialogo con sé stessi, lontano però dai monologhi interiori limitanti: “non sono abbastanza, magari fossi, chissà cosa pensa di me, avrei dovuto, avrei potuto, lo sapevo che…” e dai giudizi autoinflitti. Non è un vuoto da temere ma un dono da esplorare, capace di arricchire profondamente la nostra esistenza.

Ma perché è cosi difficile vivere il silenzio?

Lo sappiamo, viviamo in una società della distrazione, una società che promuove il consumo e la gratificazione immediata e le persone, tutti noi, siamo costantemente invitati a cercare stimoli esterni piuttosto che cercare il silenzio interiore, che richiede pazienza e introspezione.

La tecnologia moderna, come smartphone e social media (qui puoi trovare un mio podcast sull’argomento), possono diventare una fonte continua di distrazione tanto da indurci il bisogno di rimanere sempre connesse, sempre in rete, di conoscere tutto di tutti.

E poi ci è più facile perdere tempo correndo dietro ad un fare che non si esaurisce mai; ci è più facile lamentarci degli altri che non ci permettono di vivere con serenità; ci è più facile apparire che essere; ci sono più facili tante cose piuttosto che addentrarci in un silenzio che ci permette di maturare la nostra sensibilità, la libertà di pensiero, la sapienza, che ci guida non ad avere pensieri ma ad essere persone pensanti.

Iniziamo a connetterci al silenzio

Allora oggi voglio invitarti ad immergerti in questa dimensione e assaporare la sua forza risanatrice. Iniziare a coltivare momenti di silenzio può sembrare semplice, ma richiede costanza e consapevolezza.

Trova ogni giorno uno spazio e un tempo disconnettendoti da tutto e tutti. La tua zona off limits nella quale riduci il numero di stimoli semplificando ed eliminando ciò che non è essenziale. Ad esempio silenzia il cellulare, spegni la radio o la tv, non rispondere al campanello o a qualsiasi tipo di notifica.

In questo tuo spazio impara ad ascoltare il tuo respiro, il battito del tuo cuore e metti a tacere i tuoi pensieri. Lo so, non è facile zittire i pensieri perché sono molto loquaci. Tu senza arrabbiarti o respingerli con forza, salutali quando arrivano e lasciali andare via come facevi da piccola guardando le nuvole nel cielo. Se ti trovi in un ambiente lontano dalla città, immergiti nei suoni che la natura ti regala. Visualizza questi suoni che entrano nelle tue orecchie e che vanno ad addolcire il tuo cuore. E continua a respirare rimanendo presente nel tuo qui ed ora.

Infine entra in dialogo con questo silenzio. Ringrazia di quello che stai vivendo, del fatto che sei riuscita a dedicare cinque minuti a te stessa, del fatto che ti sei accorta che esistono cose piccole e semplici ma capaci di regalarti attimi di pace, del fatto che… e scopri nel silenzio la bellezza che ti circonda.

Questo è l’inizio di un percorso che ti farà apprezzare il silenzio come luogo di conoscenza di te stessa, degli altri e del creato. Questo il primo passo fondamentale che devi imparare ad allenare.

E allora ricorda, insieme a me, che il silenzio non è solo assenza di rumore ma una presenza viva che ci permette di connetterci profondamente con il nostro io interiore. Adottare il silenzio nella nostra routine quotidiana apre le porte a una maggiore consapevolezza, pace e benessere personale.

E concludo con questa frase di Kierkegaard che diceva “se fossi un medico e mi venisse chiesto un consiglio per il mondo direi, create il silenzio conducete gli uomini al silenzio”


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Benvenuta, sono Emanuela Fontana e sono una life coach. Vivo a Milano ma lavoro con donne da ogni luogo. Questo blog è uno spazio per tutte noi, per parlare di temi che ci sono cari: crescita, libertà, lavoro, autostima e relazioni. Ma il mio blog vuole essere anche un’occasione per percorrere insieme, passo dopo passo, quel cammino che ci condurrà a provare amore verso noi stesse e a donarlo agli altri.

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